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    Per decolonizzare il pensiero in Sardegna: prima presentazione pubblica

    Collettivo Filosofia de Logu Eccoci giunt* alla prima presentazione pubblica del nostro libro collettivo. Giovedì 4 marzo discuteremo del nostro lavoro, delle sue premesse e delle sue tematiche con una studiosa e uno studioso il cui ambito di interessi ci sembra molto utile a tal scopo. Carla Panico è una storica contemporaneista, dottoranda in Postcolonialismo e cittadinanza globale al Centro Estudos Sociais dell’Università di Coimbra (Portogallo). Si occupa di nazionalismo italiano, migrazioni e Questione meridionale, in particolare della relazione tra storia coloniale e colonialismo interno nella formazione dell’identitá nazionale. Massimo Mazzotti è professore presso il Dipartimento di Storia dell’Università di California, Berkeley, e direttore del Center for Science, Technology, Medicine,…

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    Il nostro libro collettivo, da oggi in libreria

    Collettivo Filosofia de Logu Filosofia de Logu. Decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna esce oggi in libreria. Il frutto della prima fase del nostro lavoro collettivo è infine a disposizione di lettrici e lettori. Un obiettivo che sembrava puramente ipotetico solo quindici mesi fa oggi è realtà. Un’idea che ha trovato realizzazione solo grazie allo spirito di condivisione e di collaborazione di tante persone diverse – per formazione, per età, per esperienze di vita – ma accomunate dall’urgenza intellettuale e politica (in senso ampio) di costruire nuovi percorsi di riflessione e di emancipazione per l’isola e chi la abita. Per noi autrici e autori di questo libro e…

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    “La Sardegna è donna”?

    Qualche nota su “Linea bianca”, genere e colonialismo di Giada Bonu – tempo di lettura: 12 minuti – Il punto interrogativo sembra stampato negli occhi di Eleonora, arrampicatrice del soccorso alpino speleologico Sardegna che, sospesa a diversi metri sul livello del mare, fissa il conduttore che afferma: “la Sardegna è donna, così come la montagna è donna”, a cui Eleonora risponde sobriamente: “la Sardegna è un posto in cui si trova una montagna particolare, ottima per scalare”. Le volte in cui la televisione generalista si rivolge alla Sardegna, lo fa sempre con la giusta dose di esotismo, vantandone le bellezze, il folklore, la magia. Tanto che criticarne una anziché un’altra…

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    La storia fuori di sé: uso pubblico della storia e Public History in Sardegna

    di Omar Onnis – tempo di lettura: 13 minuti – Un documentario televisivo, un manuale scolastico, l’orazione pubblica di un’alta carica politica, una ricorrenza civile, un monumento, la denominazione di una piazza: sono occasioni e contesti diversi in cui entra in gioco la storia. Su questo terreno si incontrano, a volte sovrapponendosi a volte scontrandosi, tre ambiti o modalità di narrazione storica: la cosiddetta Grande narrazione, l’”uso pubblico della storia” e la Public History. Cosa sono? Come interagiscono? Qual è la loro declinazione in Sardegna e con quali esiti? La storia e le sue modalità di narrazione e diffusione Quando si parla di storia e storiografia si intende comunemente la…

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    Il Covid, il neocentralismo e la rimozione di Gramsci

    – tempo di lettura: 9 minuti – di Cristiano Sabino «Porre fine al regionalismo» è veramente ragionevole? Il tappo l’ha tolto Angelo d’Orsi sul Manifesto, quotidiano comunista, con un articolo dal titolo che è tutto un programma: La ragionevole follia di mettere fine al regionalismo[1].La tesi di d’Orsi fondamentalmente ripropone una vecchia tentazione della sinistra italiana e cioè che bisogna centralizzare tutto, perché “Stato” è sinonimo di “pubblico” e “pubblico” è sinonimo di fase preparatoria ad un’economia pianificata o quantomeno ad un welfare radicale.Il ragionamento di d’Orsi, in buona sostanza, si articola in due passaggi: 1) i Costituenti sbagliarono a inserire nell’ordinamento della Repubblica l’ente Regione, perché le Regioni sono…

  • Paesaggio postcoloniale

    Il masochismo dei sardi come sintomo di un pensiero self-colonized. In risposta ad un recente articolo comparso su Vice.

    di Gianpaolo Cherchi* Ha suscitato qualche attenzione l’articolo apparso su Vice negli scorsi giorni, a firma di Alessandro Pilo, in cui si descrive la particolare abilità che hanno i sardi nell’essere orgogliosamente masochisti. Un’abilità quasi congenita, che viene descritta nei termini di “una gigantesca sindrome di Stoccolma che ci porta a essere particolarmente gentili con chi ci tratta male e ad affezionarci ai nostri sfruttatori”. A dimostrazione di questo talento tutto particolare che possiedono i sardi l’articolo cita degli esempi, come l’atteggiamento prono e servizievole della giunta regionale per quanto riguarda la gestione della pandemia di Covid durante l’estate, con la decisione di non chiudere le discoteche per venire incontro…

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    Carbonia, capitale contemporanea

    Il Sulcis-Iglesiente come antidoto alla “costante mitizzante sarda” di Federica Pau e Riccardo Onnis Il rapporto che l’uomo instaura con l’antico e il moderno è un complesso mosaico, i cui tasselli provengono dagli ambiti più disparati dell’esperienza. Secondo un’accezione non unica, ma scientificamente consolidata e condivisa, del paesaggio come rappresentazione[3], siamo ingaggiati nostro malgrado da ciò con cui entriamo in contatto: un’onda di emozioni ci investe, innescando in noi processi di reazione e giudizio. Sintesi, questi, del sistema di valori che ci appartiene e per mezzo del quale proiettiamo più o meno consapevolmente il nostro sguardo sul mondo. Il concetto di paesaggio è spesso utilizzato come sinonimo di territorio o…

  • Paesaggio postcoloniale

    Il Regno segreto – mostra al museo MAN di Nuoro

    Una mostra post-coloniale con un esito coloniale collettivo Filosofia de Logu In occasione del trecentesimo anniversario della cessione ai Savoia del Regno di Sardegna (1720), il Museo MAN di Nuoro ha proposto un allestimento dedicato ai rapporti tra Piemonte e Sardegna nell’arco di tre secoli. Il titolo della mostra è “Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale” (in esposizione dal 29 maggio al 15 novembre 2020). Nella trattazione che segue si proverà a verificare se e quanto il risultato ottenuto sia efficace e in generale ad analizzare gli elementi discorsivi e ideologici posti a giustificazione dell’operazione o sottesi all’allestimento. Il titolo dell’allestimento è già una dichiarazione d’intenti. Il senso della…

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    L’invenzione del pastore nella razzializzazione dei sardi

    di Andria Pili -“Se siamo una terra per turisti, e noi siamo una razza di pastori, dobbiamo essere i pastori, ma per i turisti” -“Una razza nuova di pastori camerieri?” (…) -“O babbo, tutt’e due le cose bisogna fare adesso qui per i turisti, perché piacciono a loro certe cose, fatte così all’antica qui da noi. Noi com’eravamo, per loro siamo belli” (da “Assandira” di Giulio Angioni, Sellerio 2004) La proiezione di “Assandira”, film di Salvatore Mereu in concorso al festival di Venezia, ha portato recentemente nelle sale il tema dell’autorappresentazione dei sardi (“sembrare senza essere”) e della (re)invenzione della “identità sarda” a uso turistico (“più nuova ma antica, però…

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    Un dominio per gestire la nostra immagine.

    di Andrea Maccis Che l’identità digitale sia diventata una questione rilevante, è facilmente intuibile dal fatto che sia stata presa in considerazione persino dall’ordinamento giuridico italiano. Il DPCM del 24 ottobre 2014 [1] infatti, per la prima volta, definisce l’identità digitale come «la rappresentazione informatica della corrispondenza biunivoca tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale secondo le modalità di cui al presente decreto e dei suoi regolamenti attuativi». In realtà, questa definizione, più che all’identità digitale come potremmo immaginarla, sembra riferirsi a una sorta di autenticazione informatica, ma vista la novità della materia, era prevedibile una iniziale difficoltà…