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    Carbonia, capitale contemporanea

    Il Sulcis-Iglesiente come antidoto alla “costante mitizzante sarda” di Federica Pau e Riccardo Onnis Il rapporto che l’uomo instaura con l’antico e il moderno è un complesso mosaico, i cui tasselli provengono dagli ambiti più disparati dell’esperienza. Secondo un’accezione non unica, ma scientificamente consolidata e condivisa, del paesaggio come rappresentazione[3], siamo ingaggiati nostro malgrado da ciò con cui entriamo in contatto: un’onda di emozioni ci investe, innescando in noi processi di reazione e giudizio. Sintesi, questi, del sistema di valori che ci appartiene e per mezzo del quale proiettiamo più o meno consapevolmente il nostro sguardo sul mondo. Il concetto di paesaggio è spesso utilizzato come sinonimo di territorio o…

  • Paesaggio postcoloniale

    Il Regno segreto – mostra al museo MAN di Nuoro

    Una mostra post-coloniale con un esito coloniale collettivo Filosofia de Logu In occasione del trecentesimo anniversario della cessione ai Savoia del Regno di Sardegna (1720), il Museo MAN di Nuoro ha proposto un allestimento dedicato ai rapporti tra Piemonte e Sardegna nell’arco di tre secoli. Il titolo della mostra è “Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale” (in esposizione dal 29 maggio al 15 novembre 2020). Nella trattazione che segue si proverà a verificare se e quanto il risultato ottenuto sia efficace e in generale ad analizzare gli elementi discorsivi e ideologici posti a giustificazione dell’operazione o sottesi all’allestimento. Il titolo dell’allestimento è già una dichiarazione d’intenti. Il senso della…

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    L’invenzione del pastore nella razzializzazione dei sardi

    di Andria Pili -“Se siamo una terra per turisti, e noi siamo una razza di pastori, dobbiamo essere i pastori, ma per i turisti” -“Una razza nuova di pastori camerieri?” (…) -“O babbo, tutt’e due le cose bisogna fare adesso qui per i turisti, perché piacciono a loro certe cose, fatte così all’antica qui da noi. Noi com’eravamo, per loro siamo belli” (da “Assandira” di Giulio Angioni, Sellerio 2004) La proiezione di “Assandira”, film di Salvatore Mereu in concorso al festival di Venezia, ha portato recentemente nelle sale il tema dell’autorappresentazione dei sardi (“sembrare senza essere”) e della (re)invenzione della “identità sarda” a uso turistico (“più nuova ma antica, però…

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    Un dominio per gestire la nostra immagine.

    di Andrea Maccis Che l’identità digitale sia diventata una questione rilevante, è facilmente intuibile dal fatto che sia stata presa in considerazione persino dall’ordinamento giuridico italiano. Il DPCM del 24 ottobre 2014 [1] infatti, per la prima volta, definisce l’identità digitale come «la rappresentazione informatica della corrispondenza biunivoca tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale secondo le modalità di cui al presente decreto e dei suoi regolamenti attuativi». In realtà, questa definizione, più che all’identità digitale come potremmo immaginarla, sembra riferirsi a una sorta di autenticazione informatica, ma vista la novità della materia, era prevedibile una iniziale difficoltà…

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    Nomi e statue

    Il dibattito a cui assistiamo corrisponde veramente a una frattura profonda della società sarda. Da una parte, le classi colte e soprattutto le classi dirigenti si riconoscono maggioritariamente in un’identità italiana, per loro sinonimo (sic!) di un’identità moderna. Al loro interno, in tanti sostengono BLM come movimento di rivolta occidentale, simile a #metoo o ad altre ondate di protesta che ormai da più di cinquant’anni si irradiano dall’irrequieto cuore americano dell’Occidente. Tipicamente, ignorano del tutto la loro condizione di Sardi e sono, per usare l’espressione gramsciana, dei tipici intellettuali meridionali, turisti a casa loro

  • Filosofia de Logu

    L’Ulisse della sarda liberazione

    Visualizza la versione in sardo Dichiarazione d’intenti Filosofia de Logu è un programma di studi, è una proposta di ricerca e di analisi epistemologica, è un progetto collettivo, è una teoria e una pratica di liberazione. Le lacerazioni prodotte dalla filosofia, le visioni critiche teoreticamente scandalose, hanno un carattere dirompente perché pongono il pensiero di tutti davanti a se stesso, disvelandolo. In Sardegna queste lacerazioni non hanno avuto luogo o non sono emerse, anche perché è stato impedito che succedesse. In Sardegna vige il “pensiero solo” e vige il “come se”. Il pensiero solo è l’esasperazione del pensiero unico, è il pensiero isolato, sterile, autoreferenziale, privo di connessioni con la…

  • Filosofia de Logu

    S’Ulisse de sa sarda liberatzione

    Ligi in italianu Decrarada de intentos Filosofia de Logu est unu programma de istùdios, est una proposta de cherta e de anàlisi epistemològica, est unu progetu colletivu, est una teoria e una pràtica de liberatzione. Is iscòrrios fatos dae sa filosofia, is miradas crìticas suas, iscandalosas in su tretu teòricu, tenent unu naturale istrobadore, ca ponent su pensamentu de totus cara a cara cun issu matessi, iscoviende-lu. In Sardigna custos iscòrrios non bi sunt istados o no sunt essidos a campu, fintzas ca l’ant impedidu. In Sardigna est in vigore su “pensu a sa sola” e su “comente chi”. Su pensu a sa sola est s’aspriadura de su pensu ùnicu,…

  • Filosofia de Logu

    Decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna

    Perché “filosofia”? L’accostamento “filosofia” e “Sardegna” può apparire – e per certi aspetti deve apparire – provocatorio. È un accostamento che non è dato e che stupisce, non solo perché agli occhi delle convenzioni e delle ideologie dominanti non ha senso parlare di una filosofia in Sardegna come ne avrebbe invece parlare di una filosofia in uno spazio, grande o piccolo, riconosciuto. Ma stupisce anche perché si collega la filosofia alla dimensione sociale, linguistica, culturale e ideologica. Se tuttavia pensiamo la filosofia come legata al pensiero di tutti, come noi riteniamo si debba fare, si può ben affermare che vi è sempre e ovunque filosofia, ma che semmai essa non…